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PAESAGGI MUSICALI TOSCANI

ARTISTI

 
FABIO ACCURSO

Fabio Accurso ha studiato liuto presso il Conservatorio di Verona. Svolge da anni intensa attività concertistica con numerose formazioni di musica antica medievale, rinascimentale e barocca, tra cui Accordone, l’Ensemble Dramsam e Al Qantarah. Ha svolto concerti in Italia e in Europa, oltre che negli Stati Uniti, in Giappone e in Australia. Ha suonato per numerose istituzioni e festival italiani e stranieri, tra i quali l’Accademia Chigiana di Siena, il Festival Internazionale di Istanbul, il Festival Mondiale di Musica Sacra di Stoccarda, il Tokyo Summer Festival, il Festival delle Fiandre e di Utrecht. Ha pubblicato nel 2000 la registrazione integrale dell’opera di H. Ferrutio, liutista italiano del secondo Cinquecento e nel 2005 la registrazione integrale dell’opera di Domenico Bianchini.
 
     
     
     
MARCO BEASLEY

Nella sua personalità convergono la scanzonata anima napoletana, la gioia di vivere e di fare musica e il desiderio di confronto con il mondo della poesia e della letteratura.
In lui convivono qualità molto diverse: la purezza chiara e inconfondibile del timbro; la tecnica particolarissima, frutto di studi personali e ricerche storiche; il gusto per la parola sia colta che dialettale; la predisposizione naturale alla comunicazione e all'espressività partecipe. Tutte si traducono in una varietà di toni e di registri, in un approccio musicale trascinante dove la gioia, l'irriverenza burlesca, sanno cedere il posto ad uno stile elegiaco e solitario, intimo e toccante.
Dal canto gregoriano alla polifonia, dalle frottole cinquecentesche ai mottetti, dal "recitar cantando" alle grandi canzoni napoletane fino alla reinvenzione dei generi in chiave moderna: l'eccezionalità della voce e dell'espressività, la sensibilità e l'estro personali, rendono sempre nuova la sua interpretazione, permettendogli di eseguire una gamma vastissima di generi musicali.
Marco Beasley è nato a Portici, vicino Napoli, nel 1957. Durante il periodo dei suoi studi musicali all'Università di Bologna, mentre approfondisce la sua conoscenza dei due fulcri stilistici dell’epoca tardo rinascimentale, il “recitar cantando” e la polifonia sacra e profana, comincia una intensa attività concertistica che lo porta presto a esibirsi nelle sedi più prestigiose, dal Mozarteum di Salisburgo al Concertgebouw di Amsterdam, all'Accademia di Santa Cecilia in Roma o al Lincoln Center di New York.
Autore di testi, cantante e attore, lascia dopo trent'anni di attività Accordone, il gruppo da lui fondato nel 1984, decidendo in questo modo di intraprendere una strada ancora più personale, autonoma, non più legata al nome dell'ensemble. Le sue ricerche sull'emissione vocale e sulla comprensibilità del testo cantato gli sono valsi apprezzamenti sempre più vasti e grande seguito di pubblico. Nel 2009, il VSCD olandese lo ha candidato come miglior performer dell'anno.
 
     
     
     
 
AMANDINE BEYER

Amandine Beyer è da anni riconosciuta come punto di riferimento dell’interpretazione del repertorio barocco. La sua incisione delle Sonate e Partite di Bach in 2012 has ricevuto lodi e consensi dai critici più prestigiosi internazionali, compresi Diapason d’or de l’année, Choc de Classica de l’année, Editor’s choice de Gramophone, Prix Academie Charles Cros e Excepcional de Scherzo. La Seconda Partita del sopracitato CD è stata danzata da Anne Theresa Keersmaeker e Boris Charmatz, che sono stati anche responsabili per la coreografia.
Amandine Beyer suona regolarmente nelle sale più prestigiose comprese Théatre du Chatelet, Festival de Sablé, Innsbruck Festwochen e Konzerthaus di Vienna. Divide il suo tempo fra suonare con vari gruppi compresi : les Cornets Noirs, in duo con Pierre Hantai, Kristian Bezuidenhout e Laurance Beyer e l’ensemble fondata da lei, “Gli Incogniti”( il CD di musica delle Quattro Stagioni di Vivaldi e i Concerti Grossi di Corelli sono stati lodati come il punto di diamante nell’esecuzione di questo repertorio.)
La sua altra passione è l’insegnamento. Insegna al ESMAE a Porto in Portogallo e tiene corsi e masterclass in tutto il mondo compreso in Francia, Taiwan, Brasile, gli Stati Uniti e Canada. Dal 2010, insegna il violino barocco alla Schola Cantorum Basiliensis in Svizzera.
 
     
     
     
 
ENRICO BRONZI

Nato a Parma nel 1973, è il violoncellista del Trio di Parma, formazione con la quale svolge un’intensa attività concertistica sin dal 1990, suonando nelle più importanti sale da concerto d’Europa, USA, Sud America ed Australia (Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Filarmonica di Colonia, Herkulessaal di Monaco, Filarmonica di San Pietroburgo, Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall di Londra, Teatro Colon di Buenos Aires). Con tale formazione si è imposto nei concorsi internazionali di Firenze, Melbourne e Monaco di Baviera, ricevendo peraltro il “Premio Abbiati” della critica musicale italiana. Dal 2001 Enrico Bronzi ha affiancato al costante impegno cameristico un’attività solistica che si è tradotta in un premio al Concorso Rostropovich di Parigi ed è culminata nel 2002 con la definitiva affermazione internazionale: il Primo Premio al Paulo Cello Competition di Helsinki, uno tra i massimi riconoscimenti in ambito violoncellistico. In questa occasione riceve anche il Premio speciale dedicato a R. Sommer per la migliore esecuzione del concerto di Dvorak con la Filarmonica di Helsinki. In seguito a tale affermazione è invitato come solista dai più importanti festival ed orchestre del nord Europa. Nell’aprile 2004 ha vinto con il Trio di Parma il Primo Premio del Concorso Internazionale di musica da camera di Lione. Partecipa regolarmente a numerosi festival tra cui: Lucerna, Melbourne, Turku, Naantali, Stresa, Ravenna, Lockenhaus. Come solista ha suonato sotto la guida di C. Abbado, V. Delman, C. Eschenbach, P. Berglund, F. Bruggen, K. Penderecki. Ha seguito le lezioni di direzione d’orchestra di Jorma Panula ed è direttore ospite di numerosi complessi italiani, tra cui l’Orchestra Mozart (su invito di Claudio Abbado) ed I Virtuosi Italiani. Con l’Accademia I Filarmonici di Verona ha curato un ampio progetto discografico Boccheriniano per l’etichetta Brilliant Classics. Ha collaborato per tre anni come primo violoncello con il Teatro alla Scala e prende parte regolarmente a giurie di concorsi internazionali (Premio ‘Trio di Trieste’, concorso ‘V. Gui’ di Firenze, Turku Cello Competition, Penderecki Competition…). Svolge un’intensa attività didattica per numerose istituzioni, anche in collaborazione con il Trio di Trieste e Maureen Jones, curando ogni anno la preparazione di decine di musicisti che spesso ottengono riconoscimenti internazionali. Dal 2007 è professore all’Universität Mozarteum Salzburg e dal 2008 è direttore artistico del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro. Enrico Bronzi suona un violoncello Vincenzo Panormo del 1775.
 
     
     
     
 
ENRICO CASAZZA

Lo ritengo una delle punte del nostro violinismo italiano e sono orgoglioso di aver, anche per poco tempo, contribuito alla sua crescita di artista." (Giuliano Carmignola)
Con il recentissimo "Choc de la Musique" ricevuto per il IV volume dei Quintetti di L.Boccherini, Enrico Casazza si conferma come tra i più accreditati interpreti della musica antica a livello internazionale. Oltre a "Le Monde de la Musique" sono numerose le recensioni e i premi ricevuti da "Diapason", "Amadeus", "Musica", "Fanfare magazine", "Musicweb"…
Adriese di nascita, compie gli studi musicali presso il Conservatorio di musica "A.Buzzolla", diplomandosi in violino con il massimo dei voti.
Si è perfezionato con Carlo Chiarappa, Pavel Vernikof, Dino Asciolla, Franco Gulli e Giuliano Carmignola. Da inizio ad una brillante carriera concertistica suonando con musicisti di chiara fama , ed esibendosi come solista nei più importanti Festival e Teatri Internazionali.
Ospite dei più importanti Festival e Teatri Internazionali quali Conzertegebouw di Amsterdam, Théâtre de la Ville di Parigi, Teatro Carignano Torino, Teatro de Bellas Artes Città Del Mexico, Teatro Carlo Felice Genova, Teatro Della Pergola Firenze, Théâtre de Toulouse, Noga Theater Tel Aviv , Theatre Henry Crown Hall Jerusalem, Chapelle Royale Versailles, Accademia de Bellas Artes Madrid , Salle Paderewski Losanna, Brahms Festival Philipszaal l'Aja, Grote Zaal Utrecht, Hoji Hall di Tokio. Ha suonato in duo con il violista Dino Asciolla ricevendone gli elogi (pubblicati nella nota rivista italiana, Piano Time).
Ha eseguito ed inciso per la casa discografica DENON i duetti per due violini di Luciano Berio con il violinista Carlo Chiarappa. Primo violino e direttore della Magnifica Comunità, con cui sta portando a termine l'opera omnia dei quintetti di Boccherini per l'etichetta BRILLIANT, ha inoltre collaborato nel ruolo di solista e direttore con numerose formazioni orchestrali e da camera quali: l'Orchestra da camera "Accademia Bizantina" con la quale ha effettuato registrazioni per la RAI, con l'Orchestra di Padova e del Veneto, Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli , con I Virtuosi Italiani, con Milano Classica, con Europa Galante diretta da Fabio.Biondi con la quale ha inciso numerosi CDs per l'etichette OPUS 111 ed EMI Virgin. Dal 2003 è spalla dell'orchestra Milano Classica. E violino solista e co-fondatore della Follia Barocca. E' docente di musica da camera e violino al Conservatorio "Frescobaldi" di Ferrara.
 
     
     
     
 
WEIYIN CHEN

In un momento cosi’ ricco di talenti nel panorama mondiale, la giovane pianista Weiyin Chen spicca non solo per le sue eccezionali capacita tecniche ma soprattutto per la sua chiara musicalita’ e maturita’ nel suo modo di suonare, qualità rare per un’artista della sua giovane età.
Il dono di andare direttamente al cuore dello spartito catturando l’attenzione ed il plauso di grandi direttori come Leon Fleisher ed il pianista Richard Goode e Claude Frank, coi quali la Chen ha studiato a lungo tra una moltitudine di altre figure di spicco.
Il recente album ´Diary in G´, che include la Sonata n. 18 in sol maggiore e la sonata per pianoforte in sol minore di R. Schumann, incisi con l’etichetta Azica, è un esempio del suo magnifico talento come interprete. Nella recensione dell’album apparsa su Fanfare, il critico di lungo corso Jerry Dubins scriveva:
Weiyin Chen si trova a confrontarsi con alcuni interpreti eccezionali sulle sonate di Shubert, tra i quali Alfred Brendel, Wilhelm Kempff, Radu Lupu, András Schiff, ed Anthony Goldstone grande esperto di Schubert. Ciononostante, messa a raffronto con questi grandi artisti ed interpreti di Shubert, Chen spicca come una magnifica esploratrice di suoni, capace di raggiungere il cuore di questa musica dalla prima all’ultima nota, senza alcun calo di concentrazione.
La sua esecuzione e’ intrisa di una dolce tristezza, un sogno in ´frozen tears´…questa è un’interpretazione straordinaria, fra le migliori che abbia mai avuto la possibilità di ascoltare. La pianista riesce a rendere ogni singola nota essenziale, con la capacità quasi di fermare il tempo dall’inizio alla fine…non ho alcun dubbio nell’affermare che la sua interpretazione di questa Sonata mi ha interamente conquistato come nessun’altra prima.
La Chen non solo deve sviscerare le sue risorse tecniche - che possiede in abbondanza – per la Sonata di Schumann, ma deve anche cambiare marcia da un punto di vista stilistico e attitudinale dal suo approccio a Schubert, assumendo una personalità pianistica del tutto diversa, riuscendoci magnificamente.
Questo CD è altamente raccomandato per tutti i pianofili e ascoltatori abituali, un risultato di cui Weiyin Chen deve essere orgogliosa per il suo debutto.
Nella stagione 2014-15 la Chen si è espressa in una serie di concerti a New York invitata come ospite speciale presso il SubCulture. Nel primo dei tre concerti la Chen veniva accompagnata dalla Camerata RCO (membri dell’Orchestra Regale Concertgebouw) nell’esecuzione di concerti di Mozart e Mendelssohn. A gennaio la Chen ritornava al SubCulture per un programma su Brahms assieme all’eccezionale quartetto Miro, chiudendo la serie in giugno con un recital per pianoforte in cui eseguiva in anteprima mondiale la nuova opera del compositore Mark Neikrug, Sun Moon Lake. Oltre alla sua presenza al SubCulture, la Chen suonava anche in Europa al Teatro Speelhuis di Helmond, al VondelCS di Amsterdam, e al Oude Kerk Spaarndam ad Haarlem in Olanda con la Camerata RCO; teneva inoltre un concerto di beneficenza per i bambini e i poveri dell’India presso la Fondazione Mehli Metha di Mumbai, e una serata al Dame Myra Hess Memorial Concert Series a Cicago.

Nel primo concerto svoltosi per la serie SubCulture, la Chen venne recensita sul New York Times dal critico musicale Anthony Tommasini.
“The hallmarks of Ms. Chen’s performance were the singing quality of her sound and her attentiveness to inner voices and harmonic shadings… I was captivated by the breadth and warmth of the Mozart playing, and the easy interplay between Ms. Chen and the ensemble”
Anthony Tommasini, New York Times, 15 Settembre, 2014
Nel 2012-2013 una parte centrale dell’attività della Chen ha incluso l’esecuzione del concerto numero 1 per pianoforte e orchestra con la Orchestra Sinfonica Nazionale di Taiwan diretta dal maestro Leon Fleisher, che ha viaggiato in Asia espressamente per questi concerti. Inoltre la Chen ha suonato al concerto di gala con l’Orchestra Filarmonica NSO di Taiwan e in tour in nord America.
La stagione 2013-2014 ha visto il debutto della Chen con l’Orchestra Sinfonica di Bangkok in occasione dell’86esimo compleanno del Re di Tailandia, dove veniva eseguito il concerto per pianoforte e orchestra in LA minore di Grieg.
La Chen ha suonato come solista con la maggior parte delle orchestre in Asia, comprese l’orchestra Filarmonica di Hong Kong – con cui ha debuttato sotto la direzione del maestro Edo de Waart - e l’orchestra sinfonica nazionale cinese. Ha partecipato al festival di musica internazionale di Shanghai e molti altri. L’attività pianistica l’ha portata in Francia, Belgio, Panama, New York, Pennsylvania, Maryland, Utah. Come musicista da camera ha inoltre partecipato a diversi festival come La Jolla Summerfest, Verbier Festival & Academy, Festspiele Mecklenburg-Vorpommern, il festival musicale di Sarasota, e al Banff Center, in collaborazione con grandi nomi come i violinisti Cho-Liang Lin, Ilya Gringolts, Chee-Yun Kim, David Chan, Alina Pogostkina, i violisti Paul Neubauer e Cynthia Phelps, e il cellista Gary Hoffman.
Weiyin Chen ha ricevuto gran parte della sua educazione musicale presso la rinomata scuola Juilliard di New York, completando successivamente i suoi studi prima col maestro Leon Fleisher, presso l’Istituto Peabody all’universita’ John Hopkins degli Stati Uniti , e poi attraverso gli studi privati con Richard Goode e Claude Frank.
 
     
     
     
 
FILIPPO GAMBA

Filippo Gamba ha studiato con Renzo Bonizzato, Maria Tipo e Homero Francesch.
Ha suonato con i Berliner Sinfoniker, la SWR-Sinfonieorchester, la City of Birmingham, la Camerata Academica Salzburg, la Staatskappelle (Weimar), sotto la direzione di Wladimir Aschkenazy, Simon Ratte, James Colon.
Ha tenuto recitals per le più importanti Società concertistiche in Italia ed in Europa, Théâtre des Champs Élysées, Théâtre du Châtelet, Concertgebouw, Musikverein e Konzerthaus, Herkules-Saal, Megaron.
Ha registrato per DECCA due album, l’integrale delle Bagatelle di Beethoven e un secondo CD monografico su Schmann (opp.20 e 6).
E’ in corso l’integrale delle 32 Sonate di Beethoven in alcune città italiane, Trieste, Vicenza, Belluno e Vercelli.
Vincitore di numerosi premi in competizioni internazionali nel 2000 ha vinto il Concorso Pianistico Internazionale “Geza Anda”di Zurigo.
E’ Professore alla Musik-Akademie di Basilea
 
     
     
     
  MANUEL GRANATIERO

Nato a Napoli nel 1976, nel '91 ottiene il terzo premio al concorso internazionale "MittelEuropa" di Udine. Diplomatosi nel 1994 nello stesso anno ottiene il "Premier Prix" all'unanimità della giuria al corso di perfezionamento triennale dell' "Accademia del flauto Italiana" sotto la guida di R.Guiot. Continua i suoi studi in flauto moderno con Alain Marion (Académie de Perfectionnement d’été, Nice), Irena Grafenauer (Mozarteum di Salisburgo) ed Angelo Persichilli (Accademia di S. Cecilia, Roma). Nel 1998 inizia lo studio del traversiere con L.Pontecorvo. Nel 1999 viene ammesso al "Conservatorio Reale di Bruxelles", dove studia il flauto barocco e classico con Barthold Kuijken e Marc Hantai. Qui si diploma con distinzione nel 2004.
Oggi suona con alcuni tra i migliori ensemble specializzati su strumenti storici, sia come solista che come prima parte: Gli Incogniti (A.Beyer), Academia Montis Regalis (A.De Marchi), Accademia Bizantina (O.Dantone), Australian Chamber Orchestra (R.Tognetti), Les Talens Lyriques (C.Rousset), Holland Baroque Society, Ensemble Philidor (Mira Glodeanu), Ensemble Cordia (S.Veggetti), solo per citarne alcuni. Suonando con loro ha avuto l'opportunità di conoscere molti musicisti e si è esibito in alcune delle sale più importanti del mondo.
Ha registrato dischi per Deutsche Grammophon, Decca, Naive, Deutsche Harmonia Mundi, Zig Zag Territories, Dinamic, Virgin Classique, Atma Classique, Radio 3 e Stradivarius. E' uno dei fondatori dell'ensemble Accademia Ottoboni. L'ultimo CD registrato con Accademia Ottoboni e dedicato alla musica da camera di L.Boccherini (Outhere-Music Zig-Zag Territoires) è stato premiato con il Diapason D'Or come migliore registrazione del 2015 nella sezione "Baroque Instrumental".
Insegna flauti storici al Conservatorio di Perugia.
 
     
     
     
  LA FOLLIA BAROCCA

La "Follia Barocca" è una felice riunione di musicisti di grande esperienza, confluiti da percorsi distinti ma paralleli, caratterizzati da una minuta e florida ricostruzione filologica del repertorio del '600-'700. L'ensemble vanta solisti provenienti dai migliori complessi strumentali barocchi di questi ultimi anni come Europa Galante, Il Giardino Armonico, Ensemble Matheus, Ensemble Baroque de Nice, Ensemble Stradella Consort, The Hannover Band, Il Complesso Barocco, Modo Antiquo, Il Falcone ed altri.
Il complesso ha alle spalle due tournèe negli Stati Uniti, nel corso delle quali è stato ospite di stagioni concertistiche di enorme prestigio tra le quali quelle dello "Schubert Club" di St. Paul in Minnesota (concerto trasmesso dalla Minnesota Public Radio) e del Vassar College (NY).
La seconda tournée ha visto il primo concerto della Follia Barocca nella città di New York; secondo la New York Concert Review,"senza dubbio la Follia Barocca è uno dei migliori ensemble di musica antica che si sia mai esibito a New York".
Il concerto tenuto a Savannah, Georgia è stato trasmesso da Performance Today sulla American Public Radio. I concerti in America, oltre al grande consenso della critica locale, hanno catturato l'attenzione di un pubblico numeroso.
Nel 2006, l'ensemble si è esibito per la sessantesima stagione di "Musica e poesia a San Maurizio" a Milano. La Follia Barocca ha anche realizzato un'incisione discografica dei concerti grossi di Locatelli, Op. 1. Il primo volume è uscito nel 2008 per Velut Luna Records, e ha ricevuto critiche entusiastiche. Il secondo volume è uscito nella primavera del 2009.
Johan van Veen, il noto critico musicale olandese, ha scritto:"Ho molto apprezzato questo disco, per la qualità e la pura bellezza dei concerti di Locatelli, ed anche per le eccezionali esecuzioni della Follia Barocca". Fanfare Magazine ha giudicato l'incisione come fortemente da raccomandare". L'autorevole rivista italiana di musica classica Classic Voice ha attribuito alla registrazione il punteggio massimo di cinque stelle, oltre a nominarla cd del mese". Music Web International l'ha inserita tra i cd dell'anno per il 2009.
La rivista "The Strad" ha scritto: "i solisti sono straordinari in tutto il disco e gli archi di ripieno contribuiscono a un alto livello di vivacità e calore espressivo".
"La Follia Barocca" è ensemble in residence al festival "Paesaggi Musicali Toscani"
 
     
     
     
  ROBERTA INVERNIZZI

Il soprano Roberta Invernizzi è uno dei più richiesti solisti nel campo del repertorio barocco e classico e ad oggi un vero punto di riferimento di tecnica e stile nel canto barocco. Nata a Milano, ha studiato pianoforte e contrabbasso prima di dedicarsi al canto sotto la guida di Margaret Heyward. Ha cantato nei principali teatri italiani, europei e americani, sotto la direzione di Nikolaus Harnoncourt, Claudio Abbado, Ivor Bolton, Ton Koopman, Gustav Leonhardt, Franz Brüggen, Jordi Savall, Alan Curtis, Giovanni Antonini, Fabio Biondi, Antonio Florio, Rinaldo Alessandrini, Ottavio Dantone e collabora frequentemente con Concentus Musicus Wien, Europa Galante, Accademia Bizantina, Giardino Armonico, Cappella de la Pietà dei Turchini, Concerto Italiano, Ensemble Mattheus, Venice Baroque Orchestra, La Risonanza, Archibudelli e i Barocchisti. E’ stata acclamata più volte al teatro alla Scala, in particolare ricordiamo l’Armida nel Rinaldo di Handel diretta da O.Dantone per la regia di P.Pizzi e Musica ed Euridice nell’ Orfeo di Monteverdi sotto la direzione di R.Alessandrini e regia di R.Wilson e, nel 2016,il 18 gennaio ha cantato come solista nel concerto omaggio a Claudio Abbado, diretto da Ottavio Dantone. Recentemente scelta dal grande direttore austriaco Nikolas Harnoncourt per il concerto celebrativo dei 200 anni del Musikverein di Vienna con la versione di Mozart dell’Alexander’s Feast e nella stessa città poco dopo la Konzerthaus di Vienna ha celebrato i 20 anni del Resonanzen Festival con un recital “Roberta Invernizzi and friends” Regolarmente presente al Festival di Salisburgo: ruolo titolo nella Sant’Elena al Calvario con F. Biondi; Recital con Il Giardino Armonico al Mozartheum; Aci, Galatea and Polifemo con G. Antonini; Trionfo del Tempo di Handel con M. Haselböck; La Resurrezione con Nikolaus Harnoncourt; la C minor Mass di Mozart con G. Dudamel e l’Isacco di Jommelli con Diego Fasolis. Tra gli impegni recenti di maggior rilievo citiamo: Medea nel Teseo di Handel a Karlsruhe con Michael Form, Saul di Handel con Nicolas Harnoncourt al Musikverein di Vienna e Cleopatra nel Giulio Cesare di Handel con Rinaldo Alessandrini a Toulon. Ha cantato inoltre i ruoli: Dido nel Dido and Aeneas di Purcell a Verona; Vagaus ne La Juditha Triumphans a Valencia; Nerone nell’Agrippina di Haendel con Alan Curtis al Teatro Real di Madrid; il ruolo titolo di La Statira di Cavalli al Teatro San Carlo di Napoli; Ottavia nell’Incoronazione di Poppea a Bordeaux; L’Olimpiade di Galuppi alla Fenice di Venezia; Ercole sul Termodonte e Virtù degli Strali d’Amore di Cavalli alla Fenice di Venezia. Nella concertistica ricordiamo: La Santissima Trinità di Scarlatti al Théâtre des Champs Elysées; La Vergine dei Dolori al Teatro San Carlo di Napoli; Ottone in Villa di Vivaldi. Si è esibita in recital nelle più prestigiose sale d’Europa tra cui citiamo la Queen Elisabeth Hall, il Musikverein di Vienna, La Salle Gaveau di Parigi e Wigmore Hall di Londra. La sua discografia comprende oltre 100 incisioni collaborando per le case discografiche Sony, Deutsche Grammophon, EMI/Virgin, Naïve, Opus 111, Symphonia, Glossa ottenendo numerosi premi come Diapason D'Or de l’année, e Choc du Monde de la Musique; Goldberg 5 stars; Grammophone Awards e Deutsche Schallplatten Preis. Il suo disco solista “Dolcissimo Sospiro” con l’Accademia Strumentale Italiana ha vinto il rinomato Midem Classical Awards. Il suo recente disco Cantate italiane di Handel vince ancora lo Stanley Prize per la miglior registrazione Handel dell’anno. I suoi recenti lavori discografici “Vivaldi Album”, “Faustina Bordoni” e “La Bella più Bella”, incisi per la Glossa, sono stati acclamati dalla critica internazionale.
 
     
     
     
  ARIANA KIM

The New York Times parla di Ariana Kim in questi termini: ".....la creazione del filo conduttore musicale di Ariana Kim è di inestimabile integrità ed eleganza" "......ha suonato con il tocco dell’anima". La violinista, cresciuta nel Minnesota, ha debuttato a New York alla Carnegie Weill Hall nel 2008, insegna alla Cornell University.
Il suo debutto assoluto Ariana lo ha fatto a 16 anni con la St. Paul Chamber Orchestra e a 24 è stata nominata Primo Violino della Filarmonica della Louisiana a New Orleans e da allora è diventata una dei violinisti più apprezzati della sua generazione.
Fa parte di vari gruppi da camera tra i più importanti in America come gli acclamati New Yorker che hanno fatto il loro debutto internazionale al John Cage Festival di Berlino e Aizuri Quartet, quartetto d'archi attualmente in residence presso il Curtis Institute di Philadelphia e The Knights, un collettivo musicale eterogeneo di New York che esegue programmi che vanno dalla musica per quartetto d'archi alle melodie bluegrass, alla musica popolare del Medio Oriente, ai grandi capolavori delle orchestre da camera del 20° secolo.
Nel gennaio del 2015 ha pubblicato il suo settimo album, The ground beneath our feet, una raccolta di esibizioni dal vivo di un recente tour negli Stati Uniti per la Warner Classics, su cui Ariana è solista in duo su musiche di Steve Reich per due violini e archi, al fianco di Guillaume Pirard; quel disco e quel brano in particolare hanno riscosso un tale successo di pubblico e un apprezzamento dalla critica che è stato scelto come uno dei "Songs We Love" di NPR per il 2015.
La Chamber Music Society del Minnesota sta preparando per il loro 25° anniversario, l'uscita di un nuovo album live compilation, con un elenco di illustri artisti ospiti tra cui il pianista Leon Fleisher, il violista Nobuko Imai e Ariana Kim.
Attualmente Ariana risiede a New York City, dove ha ricevuto il diploma di dottore in Arti Musicali della Juilliard School sotto la guida di Robert Mann. I suoi più recenti impegni hanno incluso la prima mondiale di Peter Child's "Afterglow" per quartetto d'archi e fiati eseguito presso il MIT, una nuova opera da camera "Thomas Paine in Violence", scritto da Paul Pinto, un tour europeo con The Knights, e un recital con Brooklyn Rider presso l'American Academy a Roma.
Il suo CD Evanescence del 2015 che presenta opere per violino solo, è stato scritto esclusivamente dalle compositrici americane più famose tra cui Ruth Crawford Seeger, Augusta Read Thomas e Jennifer Curtis.
 
     
     
     
  VADYM MAKARENKO

Dai primi anni dei suoi studi, Vadym ha mostrato un cospicuo talento e una grande passione per la musica. In parallelo ai suoi studi nella scuola di musica di Kiev, ha effettuato numerosi viaggi musicali in diversi festival internazionali.
Ha una passione per le arti visuali come la pittura e il cinema a pari di quella per la musica e passa molto del suo tempo dipingendo.
E stata la sua scoperta della musical antica a farlo imbarcare la strada d’Europa occidentale. Durante i suoi studi alla Scuola Cantorum Basiliensis si è approfondita la sua conoscenza dell’interpretazione storica e ha partecipato in concerti in diversi angoli del mondo. Recentemente, ha creato l’ensemble “L'Ospedale degli Infermi d’Amore" insieme ai musicisti amici che ha incontrato durante il suo percorso musicale.
 
     
     
     
  ORCHESTRA DA CAMERA MILANO CLASSICA

L'Orchestra da Camera Milano Classica nasce nel 1993 raccogliendo l'eredità di una gloriosa istituzione milanese, l'Angelicum. Da allora la stagione di concerti che presenta in uno straordinario luogo della città, la Palazzina Liberty (una bianca perla architettonica inserita nel bel mezzo del verde di un parco), diventa un punto di riferimento fisso per il pubblico milanese, interessato ad ascoltare il grande repertorio ma anche curioso di scoprire nascoste e preziose rarità musicali. Dedita a un repertorio eclettico, grazie alla versatilità dei musicisti che ne fanno parte, Milano Classica estende oggi il suo campo di interesse riuscendo a proporre in modo persuasivo anche i capolavori del Barocco e focalizzandosi su quello che sempre più sta diventando il suo repertorio di elezione, il Classicismo, uno stile al quale si accosta sulla scorta di criteri interpretativi filologicamente informati. A fianco della propria stagione, Milano Classica si esibisce come orchestra ospite in alcune delle più prestigiose sale italiane e straniere (Svizzera, Germania, Austria, Belgio, Slovenia, Spagna, Turchia, Giappone USA), collaborando con direttori e solisti di fama internazionale. Ha suonato nel Festival di Ankara, Festival di Lubiana, Festival delle Fiandre, Eté Mosan, Fanfare Festival (Louisiana), per lo Schubert Club (St. Paul, Minnesota), per Vassar College (State of New York), l'Oratorio del Gonfalone (Roma), etc. Molti i compositori che hanno scritto appositamente per l'Orchestra e numerose le incisioni (Dynamic, Tactus,Vermeer Classics, La Bottega Discantica) premiate dalla critica specializzata.
 
     
     
     
  FRANCO PAVAN

E' oggi considerato uno dei liutisti italiani più rappresentativi grazie alla sua attività solistica e di continuista. Collabora con formazioni di musica antica come La Cappella della Pietà de' Turchini diretta da Antonio Florio, Accordone condotto da Marco Beasley e Guido Morini, Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini e La Risonanza diretta da Fabio Bonizzoni. In duo con il liutista Gabriele Palomba ha pubblicato una monografia dedicata a Giovanni Antonio Terzi, giudicata disco del mese settembre 2003 dalla rivista italiana Amadeus, e un'antologia di musica europea del Cinquecento dal titolo Languir me fault - disco del mese Amadeus anche in questo caso - comprendente prime incisioni di opere di Josquin per l'etichetta E lucevan le stelle.
Ha partecipato alla registrazione di circa quaranta cd per le etichette Emi, Virgin, Opus 111, Alpha, Naïve, E lucevan le stelle, Arcana, Accord, Glossa, Cypres, ORF, Stradivarius, alcuni dei quali hanno ottenuto i più prestigiosi riconoscimenti internazionali: Gramophon Award, Premio Internazionale del Disco A. Vivaldi, Cannes Classic, Diapason d'or, Choc Musique, Premio Amadeus. Ha registrato per la Televisione tedesca, francese, spagnola, norvegese e italiana, e per numerosi canali radiofonici europei.
Ha suonato nelle principali sale concertistiche europee, in America Centrale e del Sud, in Giappone e in Cina.
E' docente di liuto e di musica da camera per strumenti antichi presso il conservatorio "F. E. Dall'Abaco" di Verona.
Laureato in musicologia si occupa attivamente della disciplina. I suoi scritti concernono principalmente l'attività liutistica cinquecentesca. Ha collaborato alla nuova edizione del New Grove Dictionary of Music and Musicians e del repertorio Die Musik in Geschichte und Gegenwart. Per l'editore Forni di Bologna ha curato edizioni in fac-simile di testi liutistici del Cinquecento italiano. In collaborazione con Mirco Caffagni ha pubblicato l'opera omnia del liutista Perino Fiorentino per l'editore Ut Orpheus. Un suo volume dedicato alla figura del liutista Francesco da Milano vedrà la luce nel 2007. Fa parte dell'Editorial Board del Journal of the Lute Society of America.
 
 
 
     
     
  ROBERTO PLANO

Vincitore del Cleveland International Piano Competition e premiato ai Concorsi Van Cliburn, Honens, Geza Anda, Dublino, Valencia e Sendai, Roberto Plano ha intrapreso una carriera internazionale che lo ha portato ad esibirsi in sale quali Lincoln Center e Steinway Hall (New York), Herculessaal e Gasteig (Monaco), Wigmore Hall e St. John’s Smith Square (Londra), Salle Cortot (Parigi), National Concert Hall (Dublino), Sala Verdi, Teatro Dal Verme e Auditorium di Milano, Teatro Donizetti (Bergamo), Teatro Manzoni (Bologna), Parco della Musica (Roma), per prestigiosi Festivals quali tra gli altri il Festival Michelangeli di Brescia e Bergamo, MusicaRivaFestival, Chopin Festival di Duszniki (Polonia), Ravinia Festival, Gilmore International Keyboard Festival, Portland International Piano Festival (Usa), lo Stellenbosch Piano Symposium (Sudafrica) e il Bologna Festival – Grandi Interpreti. Ha suonato come solista con prestigiose orchestre tra cui Houston Symphony, archi dei Berliner Philarmoniker, Kremerata Baltica, RTE National Symphony Orchestra, Konzertverein Orchestra, Festival StringsLuzern, Orchestra Sinfonica Verdi, concelebridirettorid’Orchestra quali Sir Neville Marriner, Pinchas Zuckerman, James Conlon, Miguel Harth-Bedoya, Gianluigi Gelmetti, Donato Renzetti. Nel luglio 2013 e nel Febbraio 2015 il mensile Amadeus gli ha dedicato la copertina allegando un Cd in cui interpreta le Sonate op. 1 di Luchesi in prima registrazione mondiale e un'antologia di musiche Scriabiniane. Ha inciso per Sipario, Azica, Arktos, Concerto, Suonare Festival e Brilliant Classics, ed è di recentissima pubblicazione il suo disco di debutto per Decca con l'incisione integrale delle Harmonies Poetiques et Religieuses di Liszt, opera che mancava nel catalogo della grande casa discografica inglese da più di 50 anni. Ha collaborato con celebri quartetti d’archi (Cremona, Takacs, Fine Arts, St. Petersburg, Vogler, Henschel, Jupiter) e con solisti quali Enrico Bronzi, Ilya Grubert, Francesco Manara, Alessandro Travaglini, Gabriele Cassone, Giovanni Scaglione, Paola Del Negro - con cui suona in duo pianistico da diversi anni - e il pianista jazz Paolo Paliaga, con il quale ha inciso un disco – Inspiration – dedicato alla fusione tra musica classica e jazz. Ha tenuto Masterclasses nelle maggiori Università americane, in Giappone, a Taiwan e a Singapore. Per i suoi meriti artistici è stato invitato dal Senatore Thad Cochran presso lo U.S. Capitol a Washington e nominato Socio Onorario dal Lions Club Varese Prealpi, che già gli aveva assegnato il Premio Lumen Claro. E’ stato definito dal Chronicle il “Pavarotti del pianoforte” per il suo liricismo, definito l’erede di Rubinstein e Horowitz dal commentatore radiofonico di Chicago P. Harvey e additato come uno tra i più grandi interpreti di Scriabin dal critico americano John Bell Young. Il New York Times ha scritto di lui: “Questo pianista italiano ha mostrato una maturità artistica che va ben oltre la sua età anagrafica; una meravigliosa purezza e una padronanza delle suggestioni più profonde hanno caratterizzato le sue interpretazioni. Plano ha dato dimostrazione di virtuosismo levigato a livelli di competizione tanto quanto di profondità musicale”. Nell'autunno del 2016 è diventato il primo pianista italiano chiamato a ricoprire il ruolo di titolare di una Cattedra di Pianoforte della Boston University, ed è da poco stato insignito - anche in questo caso primo musicista italiano - dell’American Prize. Dall’anno scorso è titolare di una Cattedra di Pianoforte presso una delle istituzioni musicali più prestigiose al mondo, l’Indiana University Jacobs School of Music. In Italia tiene un Corso di Perfezionamento presso l’Accademia di Musica di Pinerolo.
 
   
     
     
  QUARTETTO INDACO

Il Quartetto Indaco nasce presso la Scuola di Musica di Fiesole nel 2007 grazie all'impulso di Piero Farulli e Andrea Nannoni. Successivamente la formazione ha seguito masterclasses con diversi quartetti (Quartetto Artemis, Quartetto Brodsky, Quartetto Prometeo) e corsi di specializzazione tenuti da componenti dei maggiori quartetti del nostro tempo (Milan Skampa-Quartetto Smetana, Hatto Beyerle-Quartetto Alban Berg, Rainer Schmidt-Quartetto Hagen, Krzysztof Chorzelski-Quartetto Belcea). Nel 2017 il Quartetto Indaco ha conseguito il Master in Musica da Camera presso la Musikhochschule di Hannover, sotto la guida di Oliver Wille (Quartetto Kuss). Ospite di rassegne, festival e istituzioni musicali di prestigio in Italia (tra i quali il concerto tenutosi al Palazzo del Quirinale a Roma e trasmesso in diretta su Rai Radio 3, Società del Quartetto, Festival “Paesaggi Musicali Toscani”, "Festival dei due mondi" di Spoleto, Nuova Consonanza) il Quartetto si è anche esibito in paesi europei come Germania (Heidelberger Frühling, Podium Festival-Esslingen, Goslar Musik Wochen, Bad Pyrmont), Svizzera, Irlanda, Lettonia, Svezia, e Olanda. Dal 2017 prende parte nel Progetto Le Dimore del Quartetto in collaborazione con ADSI e Associazione Piero Farulli.
Finalista al prestigioso Concorso internazionale per quartetto d’archi “Premio Paolo Borciani 2017”, il Quartetto Indaco si è aggiudicato diversi premi nel corso della sua carriera, tra cui i concorsi internazionali "Premio Papini”, "Enrica Cremonesi” e le borse di studio “Hohenloher Kultursommer Hannover” e “Fondo Morosini per la Cultura” tramite Le Dimore del Quartetto . Nel 2014 ha ricevuto il premio speciale “Jeunesses Musicales” nell’ambito della X edizione del “Premio Paolo Borciani”.
Numerose le collaborazioni con musicisti di fama internazionale tra cui spiccano Bruno Canino, Avi Avital, Davide Formisano, Paolo Beltramini, Giovanni Scaglione, Yves Henry e non ultimo il violoncellista Valentin Erben, componente storico del Quartetto Alban Berg, con cui nel 2012 ha eseguito il quintetto con due violoncelli di Schubert. Oltre ad affrontare il repertorio classico, il quartetto dedica attenzione anche alla musica contemporanea con lo scopo di dar voce e diffondere nuovi linguaggi musicali: il gruppo infatti è vincitore del“Premio Giuseppe Scotese” come miglior interprete durante la 53esima edizione del ‘Festival Nuova Consonanza’ di Roma; inoltre il Quartetto Indaco è 'ensemble in residence' presso l’ ”International HighScore Festival” di Pavia dal 2010. La critica ha in diverse occasioni dimostrato un entusiastico apprezzamento per il gruppo. Il Ttela Newspaper (Svezia) descrive un'esecuzione del Quartetto con queste parole: "la loro performance è come uno stupefacente spettacolo di fuochi d'artificio, così brillante che i muri della sala a stento lo contenevano"; Il Giornale di Vicenza descrive il Quartetto come "compatto, pieno di smalto e di esuberanza, una vera rivelazione" e prosegue "Il Quartetto Indaco ha nella faretra archi che vanno a segno per lucida precisione, concentrazione e grande abilità”.
 
   
     
     
 
QUINTETTO A FIATI DI SANTA CECILIA E DEL CONCERTGEBOUW

Il Quintetto a fiati di Santa Cecilia e del Concertgebouw è composto da musicisti italiani di fama internazionale, prime parti dell'orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e del Concertgebouw di Amsterdam. I cinque musicisti hanno collaborato e collaborano tuttora con l'orchestra del Teatro alla Scala di Milano, Lucerne Festival Orchestra, Bayerischer Staatsorchester, Orchestre National de France, Chamber Orchestra of Europe e Mahler Chamber Orchestra, con le quali si sono esibiti nelle sale più prestigiose quali il Musikverein di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam, Suntory Hall di Tokyo, Salle Pleyel di Parigi, Royal Albert Hall di Londra, Carnegie Hall di New York. Il quintetto di fiati, equivalente per importanza al quartetto d'archi, rappresenta, per gli strumenti di cui è composto, la formazione più completa a livello sonoro e con repertorio assai ampio. L'intento del Quintetto di Fiati Italiano è quello di ricreare, con questa piccola ma eterogenea formazione, tutta la ricchezza dei timbri orchestrali, valorizzando al più alto livello le esperienze raccolte da ogni singolo componente nel corso delle tournée nelle più importanti sale del mondo, lasciando spazio anche alle forti personalità individuali dalle quali è composto, premiate in importanti concorsi quali ARD, Kobe, Jugendmusik Wettbewerb di Zurigo e Jeunesses musicales di Bucarest. A queste peculiarità è associata altresì una speciale intesa musicale frutto di un quotidiano impegno, di un reciproco apprezzamento e da una autentica amicizia che lega fra loro i membri del Quintetto.
 
   
     
     
 
STEFANO ROCCO

Ha studiato liuto rinascimentale presso il Conservatorio di Verona e si è laureato in Discipline della Musica all'Università di Bologna. Svolge da anni un'intensa attività concertistica, partecipando regolarmente ai più importanti festival internazionali. Ha collaborato o collabora con Marco Beasley e Guido Morini nell’ensemble Accordone, con I Barocchisti di Lugano diretti da D. Fasolis, l'Orchestra Barocca di Bologna, l’ensemble Oberon, l’Accademia degli Astrusi, Concertino Amarilli, Armonia delle Sfere, con Fabio Accurso per vari programmi con strumenti a pizzico e varie altre formazioni.
Ha preso parte a numerose registrazioni, televisive e radiofoniche tra le quali: ARTE, BBC, Radio della Svizzera Italiana, ORF (Radio Österreich), Deutschlandfunk, Radio Belga, ESPACE 2 (Suisse Romande), RAI, Sky Classica.Ha inciso per: Alpha, Sony Classica, OPUS 111, ARCANA, EMI/Virgin, Cypres, Tactus, Bongiovanni.
 
   
     
     
 
MARCELLO SCANDELLI

Cresciuto in una famiglia di musicisti, studia al Conservatorio G. Verdi di Milano con Giuseppe Lafranchini, 1° violoncello del Teatro alla Scala, prosegue gli studi con P. Tortelier, G.Eckard e il Trio di Trieste con il quale ha conseguito borsa di studio e Diploma di Merito all 'Accademia Chigiana, e borsa di studio alla Scuola di Fiesole come miglior allievo della classe di musica da camera. Ha al suo attivo numerosi concerti in Italia, Germania, Austria, Francia, Portogallo, Svizzera, Inghilterra, Slovenia, Spagna, U.S.A e Finlandia. Da circa un decennio collabora con Milano Classica in qualità di concertino e di I violoncello (esibendosi anche come direttore e solista); ha collaborato con artisti come F. Gulli, D. Rossi, A. Carfi, M. Fornaciari, F. Biondi, S. Montanari, O. Dantone, P. Borgonovo. E' stato I violoncello della Piccola Sinfonica di Milano con la quale si è esibito come solista in importanti sale concertistiche Italiane, ed estere. Nel 1990 intraprende lo studio della musica antica che in breve tempo lo porta a collaborare con formazioni come: il Giardino Armonico, Europa Galante, Archipelago, Accademia della Magnifica Comunità, Camerata Anxanum, Festa Rustica, il Falcone, Accademia degli Invaghiti, Il canto di Orfeo, Accademia i Filarmonici, Dolce e Tempesta, Musica Laudantes, L'Aura Soave, Ensemble MeranoBaroque, il Complesso Barocco, Brixia Musicalis, Ensemble Granville e L'Ensemble baroque de Nice. Molto attivo anche nel campo discografico, ha inciso per Fonè, Agorà, Nuova Era, Tactus, Bongiovanni, Dynamic, Brilliant, Avie, Velut Luna e Fonit Cetra. Nel settembre 2004 è stato invitato da "Nervi musei in musica" a partecipare in qualità di docente di violoncello barocco ai corsi internazionali di musica antica affiancando docenti come: Bob Van Asperen, Monica Huggett, Vittorio Ghielmi , Gianluca Capuano. Nel 1996 fonda l'ensemble "Il Furibondo", gruppo strumentale che gli permette di affrontare con estrema duttilità repertori che vanno dalla canzona seicentesca al concerto, dal ricercare alla cantata sacra e profana, dalla danza rinascimentale alle sonate del'700. E violoncello solista e co-fondatore della Follia Barocca.
 
     
     
     
 
TRIO IL FURIBONDO

Nel 2011 nasce "Il Furibondo", trio d'archi su strumenti d'epoca, per iniziativa di strumentisti di esperienza internazionale, membri di ensemble come Le Concert des Nations diretto da Jordi Savalle Il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini.
Il repertorio comprende musica dal Seicento al Novecento storico.
Debutta per il festival "Nuove Settimane Barocche" di Brescia, partecipa al festival "Paesaggi Musicali Toscani" in Val d'Orcia, in formazione di ensemble alle "Meraner Musikwochen" e con lo spettacolo "Lascia pur che il mondo giri" (musiche di Azio Corghi) alla stagione del Teatro "Dante Alighieri" di Ravenna.
Si è esibito per il Gaudete Festival Internazionale di Musica Antica e nel 2018 parteciperà a concerti per la stagione da camera di Milano Classica, nuovamente per "Paesaggi Musicali Toscani" e per Ceresio Estate 2018.
La registrazione di esordio, Mozart/Bach "Preludi e Fughe K. 404a", è stata" premiata dai periodici "Musica", "Classic Voice" ," "Suonare News", "Archi Magazine" e presentata nelle trasmissioni "La Recensione" su Rete Due (Radio della Svizzera Italiana) e "Primo Movimento" (Radio 3 RAI). Il 4 marzo 2017 il trio è intervenuto in diretta radio con un'intervista e un'esecuzione live a “ Piazza Verdi “ ( Radio tre).

 
     
     
     
     

 
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